SMEMORANTES | un viaggio lungo un anno

ideazione Elena Bucci

realizzazione Elena Bucci, Marco Sgrosso
cura Nicoletta Fabbri

Palazzo San Giacomo, Russi (RA) - 28 luglio 2013

Le Belle Bandiere
progetto SONHOS 2013 | SONHOS IN TOUR

in collaborazione con
Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Comune di Russi, Pro Loco Russi

suono e registrazioni Raffaele Bassetti
luci Alessia Massai

con Elena Bucci, Marco Sgrosso, Daniela Alfonso, Maurizio Cardillo, Andrea de Luca, Nicoletta Fabbri, Filippo Pagotto, Gabriele Paolocà, Giovanna Randi, Barbara Roganti, Alessandro Sanmartin
e con Mauro Benedetti, Beatrice Cevolani, Daniela Denti, Gianni Mazzesi, Delia Trice, Mattia Visani

installazioni Claudio Ballestracci
si ringrazia per l’aiuto Samuela Becchereti, Paola Ravaglia
si ringrazia per la straordinaria partecipazione Daniela Piccari e il Gruppo Jazz Faxtet
si ringrazia per la collaborazione a Sonhos in Tour il Centro Teatrale Umbro e Panda Project


Torniamo nel Palazzo di San Giacomo da noi inaugurato come luogo di incontro e di spettacolo all’alba della storia della compagnia e più volte ritrovato ogni volta che sentivamo necessario ripensare il nostro fare teatro – per un rito collettivo che ci scaldi. Il teatro rimane uno dei pochi luoghi dove si celebrano riti collettivi e nel quale ci si possa riconoscere in un mito, inteso come racconto di sé, di un'epoca, di grandi eventi simbolici, ma anche di vite sconosciute e di atti e fatti che non sono narrati dalla storia ufficiale ma che sono la tessitura della memoria di paesi e città.
Questo richiamo ad un passato misterioso dal quale sentiamo di provenire, ci permette di trovare un immaginario comune sul quale innestare il linguaggio contemporaneo e le inedite domande del presente.
Guardando indietro, nella storia e nella memoria, non cerchiamo chi ci trasformi in una statua di sale prigioniera della nostalgia, ma la forza vitale del mito, racconto che viene da molto lontano, ogni volta trasformato dalle infinite variazioni di chi cantando, parlando, scrivendo, l’ha tramandato, ripensato, tradotto e tradito.
Niente di nostalgico o filologico, ma molte domande su quanto si sia perduto e quanto conquistato, sul diritto-dovere di essere responsabili dell’estetica e dell’etica del tempo nel quale si vive e intorno a una ricerca sul mito e sul rito che raccolga gli esiti più diversi, bizzarri, liberi e autentici, mentre vediamo dissolversi un patrimonio di cultura, diritti e riferimenti che pensavamo di avere una volta per tutte acquisiti. Per dire questo andiamo in cerca di una scrittura che partecipi di molti linguaggi e che, pur comprensibile a tutti, possa ospitare anche sottigliezze e libertà, azzardi e follie.
Andiamo in cerca di Omero, di Prometeo, di Orfeo ed Euridice, di Circe e Calipso, ma anche di un bisnonno, di una zia che ci ha raccontato le favole, di noi bambini, di noi sgomenti e coraggiosi che, rimettendo insieme i pezzi e i reperti di una civiltà perduta, cerchiamo la lingua del presente.
Andiamo in cerca dei canti che si sono impigliati nella memoria, dei ricordi di vite sconosciute, dei frammenti di antichi poeti ciechi alla vista, ma veggenti nell’animo, svuotiamo la testa dalla folla di immagini e di parole dalle quali ci sentiamo assediati e affondiamo nel mistero del suono.
Ascoltare una voce nel buio, nel silenzio, fa affiorare immagini misteriose, desta la curiosità e l’ingegno, sveglia le emozioni. Si intuiscono sofferenze, malattie, speranze. Il suono della voce è esso stesso racconto, al quale si aggiungono poi le scelte delle parole, delle pause, dei toni, degli scoppi e dei bisbigli.
In un’epoca dominata dalle immagini, affidarsi al suono spesso riposa e rigenera, lascia liberi di immaginare ciò che si vuole. Prepariamo un rito collettivo del ricordo, salto mortale all’indietro nel tempo che ci lucidi gli occhi per poter vedere dove siamo, per poter fare della nostra epoca un nuovo racconto. I miti dell’antichità e i miti delle nostre vite e di coloro che abbiamo conosciuto si fondono e si confondono in un’unica suggestione.